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Questo alveare è troppo piccolo per due regine!
Questo alveare è troppo piccolo per due regine!
Articolo di Clarice Varesi
Rubrica: Le Cronache di Arnia
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Nella prima puntata di Cronache di Arnia vi ho raccontato della società delle api, di come sono organizzate e in che modo vengono ripartiti i ruoli fuori e dentro l’alveare. Se non avete letto l’articolo e volete recuperare cliccate qui, altrimenti tirate dritto che un ripassino lo facciamo ugualmente.
Ripassino
Le vere lavoratrici dell’alveare sono le api operaie (femmine non riproduttive) che si occupano di un gran numero di attività, dall’accudimento della regina alla produzione di miele, dalla chiusura delle celle con la cera alla guardiania fino alla raccolta di polline tra campi in fiore. Poi ci sono i fuchi (maschi) ai quali spetta l’arduo compito di fecondare la regina: nascono, si accoppiano e dopo passano a miglior vita. Ed infine c’è lei, la regina! L’unica femmina riproduttrice dell’alveare, la più longeva e la più grossa, la sola in grado di spronare le altre api a lavorare sodo.
Ma attenzione, seppur vista come la più forte di tutte, la regina ha assoluta necessità della presenza di operaie e fuchi, senza le prime infatti non potrebbe nutrirsi e senza i secondi non potrebbe preservare la conservazione della famiglia. E’ importante dire quindi che tutti gli abitanti dell’alveare sono necessari gli uni agli altri.
Regine vecchie e regine nuove
La regina, come già detto, è la più longeva dell’alveare, può vivere anche fino a 5 anni, e per tutta la durata della sua vita depone uova attraverso il suo pungiglione, detto per questo ovopositore. Essa non lo utilizza mai a scopo difensivo se non nel caso in cui la presenza di una nuova regina nell’alveare la costringa a lottare per la difesa del trono.
Dovete infatti sapere che ogni primavera le api operaie si prodigano a lungo per costruire celle reali, celle ad hoc che dovranno ospitare nuove api regine. Le larve che si trovano all’interno delle celle reali verranno nutrite in modo diverso da tutte le altre, precisamente con la pappa reale che consentirà loro di svilupparsi maggiormente rispetto a fuchi e api operaie e che le munirà di un apparato riproduttore in grado di deporre uova feconde.
Ma cosa succede quando nasce una nuova regina? Beh, gli scenari che si possono aprire davanti agli occhi dell’apicoltore sono numerosi, vediamoli insieme.
E’ infatti possibile che la regina, ormai vecchia e non più grande produttrice di uova, abbia precedentemente deciso di sciamare seguita da un piccolo numero di operaie per lasciare il posto alla sua erede senza spargimenti di sangue. In questo caso le api che seguono la regina si prenderanno cura di lei fino alla fine dei suoi giorni. E’ anche possibile che la regina sia persino già morta (in modo naturale o uccisa dalle sue stesse operaie perché non più produttiva) e che quindi la nuova regina le succeda anche in questo caso per diritto ereditario.
Nel caso in cui, invece, la regina non sia fuggita dal suo alveare la probabilità che ci sia uno scontro diretto tra nuova e vecchia regina è molto alto, in questi casi solitamente una delle due viene uccisa. Può però anche accadere che la nuova nata, ancora prima di potersi scontrare con la regina, decida di sciamare con un piccolo gruppo di api. O che addirittura a farlo sia proprio la regina che, ancora piena di forze ed energie, decide di abbandonare la casetta seguita da un gran numero di api e lasciando la nuova con pochi, pochissimi esemplari.
Esiste poi un’ulteriore strada che è quella dell’apicoltore, vale a dire che in questo caso è l’uomo stesso ad intervenire cercando così di evitare sciamate non controllabili o morti premature.
Tenendo monitorato l’alveare prima della schiusa è infatti possibile intercettare la nascita della nuova regina così da isolarla ed impiegarla in altre casette che, per i più disparati motivi, si siano malauguratamente trovate senza sovrana. Con il medesimo obiettivo è pratica diffusa utilizzare una differente tecnica: prelevare il telaio contenente la cella reale in fase di sviluppo e posizionarlo nella nuova casetta.
Regine nuove e regina vecchie
Ma come si distingue l’ape regina nuova da quella vecchia?
Mettiamo il caso che una mattina l’apicoltore vada a controllare le varie casette e dentro vi trovi due api regine, una morta ed una viva: come farà a capire se ad essere morta è quella vecchia oppure quella nuova?
Semplice, attraverso i colori! Tranquilli, l’apibancario è molto attento alla salute dei suoi alveari e non permetterebbe mai che succedesse qualcosa alle sue abitanti a causa di un prodotto inadatto, ecco perché i colori di cui parleremo sono totalmente naturali. Ma a cosa servono? Gli apicoltori di tutto il mondo si sono inventati un metodo molto variopinto per stabilire l’età delle loro regine: quando nasce una nuova regina viene dipinta con un apposito colore che anche a distanza di anni gli consentirà di riconoscere l’anno di nascita della sovrana. Esiste infatti una convenzione per cui ad ogni anno corrisponde un colore, una sorta di certificato di nascita ma senza fare la coda all’anagrafe.
Oltre alla praticità di ricerca di un’ape regina in mezzo a migliaia di altre api il colore e quindi l’età danno indicazione all’apicoltore sulla possibilità che le api operaie vogliano cambiare la regina a favore di una più giovane e gli permettono di anticipare le mosse cercando di mantenere l’ordine il più possibile. Il colore di quest’anno è il giallo.

Ancora una volta il mondo delle api è riuscito a sorprendermi e a trascinarmi con prepotenza in una realtà minuta in cui gli equilibri sono la vera chiave di lettura della vita. Equilibri costanti tra un prima e un dopo, tra un oggi e un domani, tra l’ordine e il caos. E l’apibancario? Nella prossima puntata di Cronache di Arnia ci racconterà un’avventura molto particolare: il recupero di un favo!