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La società delle api
Articolo di Clarice Varesi
Rubrica: Le Cronache di Arnia
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Ho pensato a lungo in che modo e da dove iniziare questa nuova rubrica, il mondo delle api del resto è una fucina continua di spunti e avventure. Mi ci sono arrovellata fino a che ho deciso di partire dall’inizio, come educazione vuole, cioè dalle presentazioni.
E quindi mi presento. Sono Clarice e nel mio blog, Le Claricette, racconto di stagionalità, orti, galline e, sì, anche di api.
Di orti e galline ne ho esperienza diretta dal momento che verdure e polli hanno preso casa nel mio giardino già da diversi anni, di api invece racconto attraverso i reportage del mio amico Francesco, una creatura mitologica metà apicoltore e metà bancario che tra un Down Jones e un Nasdaq trova il tempo di occuparsi dei suoi alveari con passione ed estro.
Francesco? Ma quale Francesco, da questo momento chiamatelo solo e soltanto l’apibancario.
Avremo tempo per scoprire meglio la sua doppia vita, perciò direi di sorvolare la sua biografia dalla scuola materna ad oggi e di iniziare subito a parlare di api.
Come dicevo, io non sono un’apicoltrice e questo potrà essere un valore aggiunto alla rubrica, cercherò infatti di non dare nulla per scontato, essendo io una discente come tutti voi, e di trattare gli argomenti da una dimensione esterna al ronzio delle ragazze gialle e nere. Diciamo quantomeno che ci proverò.
L’ape regina
Il mondo delle api è davvero affascinante, ma totalmente differente dalle gerarchie a cui la società occidentale ci ha abituati.
Innanzitutto bisogna dire che a capo di ciascuna colonia c’è un’Ape regina, l’unica femmina sessualmente sviluppata e visibilmente più grossa rispetto a fuchi e ad api operaie.
L’ape regina è la più longeva della colonia, può vivere fino a 5 anni, e ha due soli scopi nella sua vita, il primo di questi è senza dubbio deporre uova.
Essa si accoppia infatti complessivamente solo una o due volte, sempre all’inizio della sua vita adulta: immagazzina lo sperma in una particolare area del suo corpo per poi trascorrere i restanti anni a deporre uova, anche 200.000 all’anno durante i primi 2 o 3. Queste uova possono essere fertili o non fertili, dalle prime nasceranno api operaie, mentre dalle seconde, seppur dette “non fertili”, nasceranno fuchi. L’altro ruolo fondamentale della regina è quello di emanare feromoni attraverso i quali riesce a motivare le api operaie a portare a termine il lavoro in alveare.
Ma chi sono le api operaie? E i fuchi?
Le api operaie
Le api operaie sono femmine sessualmente sottosviluppate e si occupano di tutto il lavoro da svolgere quotidianamente in alveare. Devono quindi prendersi cura della regina (le ancelle), costruire favi, custodire l’alveare (le guaridane), immagazzinare polline e acqua (le bottinatrici), trasformare il nettare in miele tramite enzimi, chiudere le celle con la cera, nutrire la covata, pulire e regolare la temperatura nell’alveare sventolando le ali. Solitamente questi ruoli sono ripartiti in base all’età, pensate che quelle appena nate vengono messe a pulire l’alveare.

Fonte: Contessi, A. (2010)
Ma quanto vivono le operaie? La durata della loro vita è inversamente proporzionale al loro carico di lavoro: in piena raccolta estiva possono vivere dai 20 ai 30 giorni, in inverno anche 5/6 mesi. Della serie, chi non lavora campa cent’anni!
I fuchi
I fuchi invece sono maschi e non hanno funzioni di lavoro, di guardia o di costruzione. Il loro unico ruolo è essere in perfetta forma nel momento in cui una regina giovane e vergine si librerà nel suo volo nuziale pronta per essere fecondata. In sintesi contadina il fuco mangia, feconda e muore. Un sogno per molti.
Riproduzione e blocco di covata
Il periodo di riproduzione va da primavera a fine estate, quando la natura abbonda di fiori, nettare e polline e quindi le famiglie hanno cibo per nutrire le giovani api. Sempre in questo periodo le operaie nutrono in bocca la regina offrendole pappa reale durante l’allevamento della cova e una miscela di polline e miele durante il resto dell’anno.
Le uova si schiudono per tutto l’anno, tranne durante il blocco di covata, vale a dire quando la regina sentendo l’arrivo del freddo, solitamente da novembre a gennaio, smette di deporre. Il numero di api all’interno di una colonia è perciò molto variabile, in inverno si conteranno circa 2 – 3 mila api, mentre in estate anche 15 mila: nella società delle Api non c’è spazio per i sentimenti, ognuno ha una funzione ottimizzata per consumare meno risorse possibili e chi non è utile viene eliminato, è il caso dei fuchi in inverno.
E se tra api operaie e fuchi dovesse nascere una regina? Cosa si fa? L’alveare è troppo piccolo per due regine e…Beh, per questa prima pillola di #apicoltura abbiamo già messo molta carne al fuoco. Per scoprire di più non perdetevi il prossimo appuntamento.