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In Vino Curiositas | 7 curiosità sul mondo del vino
Il vino è una parte fondamentale della nostra cultura e delle nostri tradizioni. Siamo cresciuti ascoltando i nonni ripetere che un bicchiere di buon vino rosso durante i pasti fa buon sangue, sentendoci grandi quando mangiavamo per merenda pane, vino e zucchero. Il vino riempie i nostri calici quando brindiamo con gli amici, accompagna i nostri momenti di convivialità, ne portiamo una bottiglia in dono quando siamo invitati a cena. Inoltre, le dolci colline tratteggiate dai vitigni disegnano il nostro paesaggio e lo rendono famoso in tutto il mondo. Il vino è una presenza così quotidiana da diventare scontata.
Ma cosa sappiamo davvero del vino?
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Una scoperta inebriante!
I più antichi reperti fossili di tralci di vite, risalenti a 2 milioni di anni fa, sono stati rinvenuti in Toscana. Per le prime tracce di bevande derivate dal succo d’uva bisogna invece aspettare il Neolitico.
È probabile che la scoperta sia stata, come spesso accade, casuale, e che gli uomini abbiano ini
ziato ad interessarsi all’uva e alla sua fermentazione vedendo gli uccelli gettarsi con fervore sui grappoli fermentati o grazie a dell’uva dimenticata in un recipiente. È piuttosto recente il ritrovamento in Iran di una giara del 5100 a.c. contente una sostanza secca proveniente dai chicchi dell’uva.
Perché il vino diventi parte della vita quotidiana si deve però aspettare l’impero romano, epoca alla quale appartiene la più antica (e invecchiata!) bottiglia di vino, risalente invece al 325 d.c. Anche se non verrà mai aperta, perché non reggerebbe lo shock del contatto con l’ossigeno, si ritiene che il vino si sia ben conservato grazie al potere antiossidante dell’olio di oliva che lo ricopre.
Perché le bottiglie di vino sono da 75 cl?
L’utilizzo di questa misura, universale grazie a una direttiva europea sugli imballaggi del 1975, non ha un’origine certa. La spiegazione più curiosa ci porta nel 1700, quando si iniziò ad imbottigliare il vino: si pensa che la capacità polmonare dei soffiatori di vetro permettesse loro di creare, con un solo soffio, una bottiglia che avesse circa questa dimensione.
A cosa serve la concavità del fondo?
Inventato nel IV secolo, il fondo detto a campana ha probabilmente origine dalle bottiglie di vetro soffiato, il cui fondo rotondo veniva fatto rientrare per una migliore stabilità. Questa caratteristica consente sia di raccogliere i depositi del vino che di versarlo più agevolmente e seguendo le regole del Galateo.
Si pensa che ad una maggiore concavità corrisponda una migliore qualità del vino, perchè più un vino è corposo più rilascia sedimenti che si raccolgono così nel fondo senza mescolarsi col resto del liquido.
Il sommelier… un lavoro bestiale!
Il sommelier è una figura ormai indispensabile nelle aziende vinicole come nelle cantine dei ristoranti ed è indice di un certo prestigio. E pensare che letteralmente significa “conducente di bestie da soma”!
Il termine deriverebbe infatti dal provenzale saumalier, il cui significato è passato da conducente di bestie da soma ad addetto ai viveri, per poi assumere quello di cantiniere.
L’origine di tale parola si può ricondurre anche all’abitudine dei soldati napoleonici di legare (lier) le botti su una bestia da soma (somme).
Ma perché il bicchiere è della staffa?
L’ultimo bicchiere della serata è anche detto della staffa. Ma da dove arriva questa espressione? Questo modo di dire risale all’800, quando i signori andavano nelle locande a cavallo e bevevano l’ultimo bicchiere con un piede già sulla staffa. Nonostante i cavalli e le briglie siano ormai stati accantonati, questa espressione si mantiene ancora oggi per indicare l’ultima bevuta prima di congedarsi dagli amici.
Il vino più bevuto (e taroccato) al mondo
L’Italia mantiene il primato di principale esportatore di vino, con un fatturato annuale di 9,7 miliardi di euro. Mentre risulta difficile identificare quale sia il vino più venduto al mondo, il vino più venduto in Italia nel 2015 è il Lambrusco.
La popolarità del nostro vino è indubbiamente meritata: il nostro Paese è infatti il primo per indicazioni geografiche, con 73 Docg, 332 Doc e 118 Igt, nonché patria dei vini più rinomati, come gli strafamosi Chianti, Valpolicella e Primitivo.
Questo non è però l’unico primato del vino italiano. A tanto onore non potevano che corrispondere tanti nemici: il vino italiano è infatti quello più imitato e contraffatto!
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In ogni caso, l’importante è non lasciarsi infinocchiare…
La parola infinocchiare, il cui significato è raggirare, fregare, deriva proprio dal connubio fra vino e finocchio.
Quando gli osti volevano rifilare vino rancido agli avventori, lo accompagnavano con piatti a base di finocchio, che, consumato crudo, addolcisce la bocca e altera la capacità di riconoscere i sapori.
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